Bellimbusto Contest: la verità nascosta
Finalmente siamo giunti alla fine del bellimbusto contest e l’IPAD2 è andato a qualcuno, quindi ormai non si rischia più niente a rilevare notizie top secret del contest.
Con questo articolo vi mostrerò il motivo per cui alcuni partecipanti (incluso me) hanno preferito lasciar perdere tutto da subito sapendo già che in pochi mesi sarebbe stato impossibile essere primi per il semplice fatto che il regolamento non è stato applicato da chi di dovere. Naturalmente in questo contest non c’era una quota di iscrizione, nessuno era obbligato a partecipare quindi stava a voi decidere cosa fare. Io ho preferito non perdere tempo dato che il regolamento veniva infranto e nessuno se ne fregava… qui voglio solo mostrare a chi ha dedicato tempo giocando onestamente che sotto sotto veniva preso per i fondelli.
Veniamo subito al sodo e analizziamo cosa c’era che non andava bene e che nessuno ha fatto niente.
In questa prima lezione parleremo del REGOLAMENTO di BELLIMBUSTO CONTEST.
Allora premetto che alcuni siti del contest sono molto strani, usano domini di terzo livello su siti web2.0 gratuiti e gli autori hanno nomi strani, quasi inventati… ma non voglio fare polemica a riguardo. Andiamo avanti…
Prima di tutto leggiamo il regolamento che si trova nella pagina principale del contest:
allego screen
Anche se è scritto in modo errato, vi consiglio di cercare se non lo avete ancora fatto che cosa si intende per cloaking.
Oltre i META refresh e i javascript, sono ritenuti metodi di cloaking tutti quelli che non usano un redirect 301, cioè un redirect permanente.
Quindi un redirect 302 (redirect temporaneo) è un metodo di cloaking, e chi è nel campo del marketing online (ad esempio chi usa le compagnie CPA per monetizzare i propri siti) lo sa benissimo.
Fate una ricerca su google e vedete un pò cosa si può fare con un redirect 302.
Detto questo ecco qui alcuni redirect 302 che sono stati e sono ancora sotto gli occhi di tutti:
da notare che gli ultimi due prima puntavano al sito dello stesso autore del primo… ma verso la fine Marco Salvo ha chiesto aiuto a tutti per qualche backlink… ma forse non sa che google non ama essere preso in giro e quindi questi redirect 302 gli creano solo danno.
Per essere chiari:
Se dici a google che bellimbusto punto com per il momento è sul .it, ma poi dopo gli dici che è su blabla.com come pensi che reagisca? Semplice: non da più credito a bellimbusto punto com e lo ignora.
Ma in compenso se fosse applicato il regolamento, sarebbe bannato anche lui dal contest di bellimbusto.
Questi sono degli screen fatti con una semplice applicazione che si connette ad un host e richiede gli header.
Come primo segreto penso che questo basti, ma credetemi, ce ne sono tanti e tanti. Ora aspetto qualche commento e qualche genio che mi viene a dire che un redirect 302 non è cloaking.
Ricordo che in un redirect 302 si può fare in modo da restituire gli header in base a chi li richiede
Con questo articolo vi mostrerò il motivo per cui alcuni partecipanti (incluso me) hanno preferito lasciar perdere tutto da subito sapendo già che in pochi mesi sarebbe stato impossibile essere primi per il semplice fatto che il regolamento non è stato applicato da chi di dovere. Naturalmente in questo contest non c’era una quota di iscrizione, nessuno è obbligato a partecipare quindi stava a voi decidere cosa fare. Io ho preferito non perdere tempo dato che il regolamento veniva infranto e nessuno se ne fregava… qui voglio solo mostrare a chi ha dedicato tempo giocando onestamente che sotto sotto veniva preso per i fondelli.
Veniamo subito al sodo e analizziamo cosa c’era che non andava bene e che nessuno ha fatto niente.
In questa prima lezione parleremo del REGOLAMENTO.
Allora premetto che alcuni siti del contest sono molto strani, usano domini di terzo livello su siti web2.0 gratuiti e gli autori hanno nomi strani, quasi inventati… ma non voglio fare polemica a riguardo. Andiamo avanti…
Prima di tutto leggiamo il regolamento che si trova nella pagina principale del contest:
allego screen
Anche se è scritto in modo errato, vi consiglio di cercare se non lo avete ancora fatto che cosa si intende per cloaking.
Oltre i META refresh e i javascript sono ritenuti metodi di cloaking tutti quelli che non usano un redirect 301, cioè un redirect permanente.
Quindi un redirect 302 (redirect temporaneo) è un metodo di cloaking, e chi è nel campo del marketing online (ad esempio chi usa le compagnie CPA per monetizzare i propri siti) lo sa benissimo.
Fate una ricerca su google e vedete un pò cosa si può fare con un redirect 302.
Detto questo ecco qui alcuni redirect 302 sotto gli occhi di tutti:
da notare che gli ultimi 2 prima puntavano al sito dello stesso autore del primo… ma verso la fine Marco Salvo ha chiesto aiuto a tutti per qualche backlink… ma forse non sa che google non ama essere preso in giro e quindi questi redirect 302 gli creano solo danno.
Per essere chiari:
Se dici a google che bellimbusto.com per il momento è sul .it, ma poi dopo gli dici che è su blabla.com come pensi che reagisca? Semplice: non da più credito a bellimbusto.com e lo ignora.
Ma in compenso se fosse applicato il regolamento, sarebbe bannato anche lui dal contest.
Questi sono degli screen fatti con una semplice applicazione che si connette ad un host e richiede gli header.
Come primo segreto penso che questo basti, ma credetemi, ce ne sono tanti e tanti. Ora aspetto qualche commento e qualche genio che mi viene a dire che un redirect 302 non è cloaking.
Ricordo che in redirect 302 si può fare in modo da restituire gli header in base a chi li richiede








